Perché ascoltare continuamente il proprio corpo aumenta l’ansia? "Sento il cuore che batte più forte."
“Il respiro mi sembra strano.”
“Ho un leggero giramento di testa.”
“Mi sento il petto un po’ stretto.”
“Chissà se sta iniziando qualcosa.”
Prestare attenzione al proprio corpo è normale.
Ogni giorno percepiamo il battito cardiaco, il respiro, la temperatura, la tensione muscolare, la stanchezza e moltissime altre sensazioni.
Il problema nasce quando questa attenzione diventa continua, intenzionale e finalizzata a controllare che tutto sia sotto controllo.
La persona comincia a chiedersi:
“Come sto?”
E poi:
“Il mio cuore batte normalmente?”
“Sto respirando bene?”
“Questa sensazione è normale?”
“E se fosse l’inizio di un attacco di panico?”
A quel punto ascoltare il corpo non è più semplicemente percepirlo.
Diventa un vero e proprio monitoraggio.
E proprio questo monitoraggio può contribuire ad aumentare l’ansia.
La ricerca scientifica più recente conferma che l’ansia è associata, tra gli altri aspetti, a una maggiore attenzione negativa verso i segnali corporei e a una maggiore sensibilità e valutazione negativa delle sensazioni fisiche.
Ma c’è un aspetto ancora più interessante.
A volte non è la sensazione fisica a generare il problema. È il modo in cui iniziamo a controllarla.