IL MIO METODO
Cambiare prospettiva per superare ciò che ti blocca
Ho conosciuto l’approccio breve strategico leggendo per caso un libro del Prof. Nardone, in un momento della mia vita in cui avevo sete di risposte.
È stato amore a prima lettura e ho capito che sarebbe stata per me, la via giusta per poter aiutare le persone. Da quel momento l’obiettivo è stato subito chiaro: laurearmi e procedere dritta fino alla scuola di specializzazione.
L’approccio strategico non lavora sul perché ma sul come funzionano i disturbi. Si utilizzano protocolli, sperimentati e validati su migliaia di casi, che guidano la persona ad uscire dal problema. Davanti ad un disturbo quindi, non si va alla ricerca delle cause recondite, sviscerando per innumerevoli sedute il passato, ma ci si adopera per individuare quelle che chiamiamo le tentate soluzioni. Ovvero quel pattern di azioni e pensieri ricorrenti che il soggetto mette in atto in maniera reiterata, nel tentativo di superare una difficoltà (perché magari in altre occasioni si sono dimostrate efficaci) ma che in realtà paradossalmente la consolidano e la aumentano.
Ci si danno obiettivi chiari e concreti e non si lavora su teorie precostituite.
Attraverso il dialogo strategico in seduta e le prescrizioni a casa, l’intervento mira a condurre il paziente verso l’esperienza emozionale correttiva, altro concetto chiave dell’approccio breve strategico. E cioè quel cambiamento in termini di percezione, reazione ed elaborazione cognitiva della realtà che, una volta sperimentato, permette alla persona di percepire la realtà stessa da altri punti di vista e di favorire quindi il cambiamento.