Ansia anticipatoria: quando il tentativo di controllare il futuro alimenta la paura
“E se mi sentissi male proprio domani?”
“E se durante la riunione mi venisse un attacco di panico?”
“E se non riuscissi a gestire quello che potrebbe succedere?”
Queste domande sono molto comuni nelle persone che soffrono di ansia anticipatoria.
Il problema, però, non è il futuro.
È il rapporto che, poco alla volta, si costruisce con il futuro.
Chi soffre di ansia anticipatoria finisce infatti per vivere ogni evento due volte: una nella realtà e decine di volte nella propria mente, immaginando tutto ciò che potrebbe andare storto.
All’inizio questo processo sembra avere una funzione protettiva.
La persona pensa:
“Se prevedo ogni possibile problema, saprò affrontarlo.”
È un ragionamento comprensibile.
Eppure, nella pratica, accade spesso il contrario.
Più la mente cerca di prevedere ogni rischio, più aumenta la sensazione che i pericoli siano ovunque.
Secondo la Psicoterapia Breve Strategica, il problema non è soltanto la paura di ciò che potrebbe accadere, ma soprattutto i tentativi messi in atto per impedirlo.
Ed è proprio qui che nasce il circolo vizioso.